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Ciao,

questo è un altro numero di Finding Beauty, una raccolta per i curiosi, gli studenti automotivati ​​e gli esploratori dentro di noi, a cura di Ant, il nostro Creative Director e Head of Storytelling.

Se vuoi contribuire indicando tutto ciò che trovi bello su Internet, invia un'e-mail con i tuoi risultati a findbeauty@imille.agency.
E ricorda, puoi recuperare tutta la bellezza catturata nei numeri precedenti
quì.
 


N°27 | 8 Novembre 2020

Il momento che stiamo vivendo sembra avere con la bellezza lo stesso rapporto che ha Galimberti: "non un gran bel rapporto". Solo che il filosofo ne spiega il perché in questi meravigliosi 11 e passa minuti - una durata a dir poco coraggiosa, nell'epoca in cui la soglia di attenzione è pari a quella dei cani di UP  con gli scoiattoli - mentre questo 2020 sembra avere "non un gran bel rapporto" con la bellezza e basta.

Ma noi siamo come il Tenente di Forrest Gump sotto la tempesta: il cielo ci rovescia addosso qualunque tipo di sfiga, ma noi cerchiamo di affrontarla a viso aperto e non rinunciamo a cercare un po' di bellezza nella tormenta. Da oggi abbiamo deciso di continuare a farlo in una delle lingue più belle e, pensate un po', più studiate al mondo: l'italiano.

La maggior parte dei lettori di questo curioso esperimento di raccolta del bello, che conta con nostro grande orgoglio quasi 2.000 iscritti, arriva per lo più dalla penisola e così abbiamo pensato che la lingua del paese più bello al mondo fosse la migliore per parlare di bellezza. Fatevi un giro in questa nuova Top 5 e provate a vedere se può essere come un mazzo di rose per ravvivare il vostro eventuale "non gran bel rapporto" con lei. 
 

#5
"ANDIAMO AL CINEMA?" "MA SÌ DAI: ACCENDI LA TV"


Il dato: si può andare a messa, ma non si può andare al cinema. E poi niente teatro, niente concerti e le mostre il meno possibile. Sebbene alcune di queste manifestazioni culturali si possano tenere con formule ristrette, controllate e covid-conscious, questa industry viene considerata evidentemente "non indispensabile allo sforzo produttivo del paese" - cit. Però ehi, domenica potete sempre andare in chiesa e pregare per la ripresa del settore.

Nel frattempo, in attesa che su questo periodo scendano i titoli di coda, il cinema cerca dei nuovi plot per riscrivere se stesso e li trova forse in queste due piattaforme: scegli il cinema, scegli il film, paga un biglietto ridotto e la poltrona, beh, è quella di casa tua. Sì, su questi due siti potete vedere i film al cinema, ma da casa.

Ok, la scelta non è quella di Netflix o Amazon Prime e in questo periodo magari si fa fatica a trovare titoli da livello HBO. Ma se volete fare una buona azione per chi di azioni ve ne ha fatte vedere di ogni, accendete la vostra smart tv e questa sera, andate al cinema.

https://www.miocinema.it/
https://www.iorestoinsala.it/

 

#4
WES ANDERSON MEETS SIMPSONS.

 

Alcuni designer di HomeAdvisor hanno pensato che anche un cult può diventare ancora più iconico. E così hanno preso il cult (i Simpson) e sono andati a scomodare un'icona (il vecchio amico Wes Anderson) e poi hanno deciso che per loro fosse arrivato il momento di incontrarsi.

Hanno preso i luoghi simbolo della serie - il salotto, il bar di Boe, la centrale di Homer, la camera di Lisa, ecc. - e li hanno reinterpretati con le simmetrie e le palette tipiche del regista. Se non vi piace il risultato, ciucciatevi il calzino.




 

#3
EMMA NON GUARDA I CARTONI LUNGHI.


Mia figlia Emma ha 2 anni e un po'. Sì sì, lo so: è piccola, è ancora presto e bla bla bla. Però io ogni tanto ci provo lo stesso a farle vedere dei film. Quelli lunghi lunghi. Ci provo con i cartoni, ma ci provo anche con i film veri. Con Ritorno al futuro 2 sono riuscita a farla arrivare persino alla scena di McFly padre che entra nel bar spacciandosi per McFly figlio ma niente, non è andata oltre il "nessuno, può chiamarmi, fifone".

Certe volte mi chiedo se il formato "film per il cinema" sia ancora plausibile per i nativi digitalissimi come lei. Il formato perfetto per lei non è nemmeno tanto quello del cartone su Netflix. Anche quello sa essere troppo lungo, se vuole. Il formato perfetto è Youtube. 10-15 minuti di Paw Patrol o Charlie e la città dei colori, se la puntata è bella, e poi prossimo episodio. Mi sono chiesto: ma il formato cinema avrà dunque bisogno di reinventarsi per le prossime generazioni a bassa soglia di attenzione? O forse non è il solo a doversi reinventare? Il "formato museo", per esempio, potrà reggere? Si può tenere un bambino nato nel 2018 fermo davanti un Magritte o un Canova?

L'artista Neil Mendoza sembra essersi posto la stessa domanda e ha provato a re-immaginare la sala di un museo per bambini, in una chiave interattiva, un po' analogica e un po' digitale. Il risultato è qui sotto. Chissà cosa ne pensa Emma.
http://www.neilmendoza.com/portfolio/mechanical-masterpieces/

 

#2
MA GUARDA TE SE TOCCA PROPRIO AL PORNO, FARCI UN PO DI EDUCAZIONE SESSUALE

 

Diciamoci la verità: tutt'oggi il porno è l'unico vero strumento di conoscenza della sessualità per tantissime persone, in mancanza di forme più istituzionali. Io è da un po' che manco dai banchi di scuola, ma non mi è sembrato di sentire la keyword "scuola" associata spesso a quelle di "educazione sessuale", ultimamente. Questo genera non poche distorsioni, se non delle vere e proprie devianze e patologie. È normale, del resto, se si scambia una forma di intrattenimento, il porno, per la realtà. Sarebbe come vedere Tom Cruise che si arrampica a mani nude sulla parete rocciosa di Mission Impossible e calarsi un attimo dopo dalla cima del Gran Sasso senza corde e moschettoni. Ci si può fare male di brutto.

Tutto questo per dire che PornHub, il sito porno più visitato al mondo, lo sa che ha un po' da farsi perdonare in termini di "educazione sessuale" e quindi da un po' di anni a questa parte sta lavorando tanto (e bene) in comunicazione per spostare la percezione del brand. Con questo obiettivo, sono nati progetti come questi e studi come questi che vedete qui sotto.

Sono dati che ci raccontano molto della salute e della consapevolezza sessuale delle persone e di quanto il sito sia usato anche come strumento di ricerca e conoscenza. Il Google del sesso. È buffo, insomma, ma sembra che quello che è un po' il "veleno" di una corretta educazione, soprattutto in età pre-adolescenziale, sembra oggi volersi proporre come antidoto. Pensate un po'. Ma ormai lo sappiamo: dove non arrivano le istituzioni, possono (e devono) arrivare i brand.

https://www.pornhub.com/insights/sexual-wellness-center


 

 

#1
LO SHOW DELLA POLITICA


Nuseir ha quasi 18 milioni di follower con il suo "Nas Daily". Ma se leggete la sua bio su Facebook, sembra che ti racconti quello che fa come se stesse facendo la lista della spesa: "Hi! My name is Nuseir. Nas means people in Arabic. I make interesting videos about the world. I wear the same T-shirt design, and I am building a company. Thank you for your attention :)". Tra quegli "interesting videos" che gli hanno fatto guadagnare tutto questo seguito, c'è questo che vi propongo oggi che mi ha colpito molto.

Non sono certo concetti inimmaginabili o mai sentiti prima, ma il modo in cui li sviluppa è intelligente, intrattenente e fa anche un po' pensare. Questi 4 minuti scarsi di docu-drama, se così vogliamo definirlo, parla di linguaggio. Dei due linguaggi, in particolare, che hanno visto le fazioni democratica e repubblicana contendersi le presidenziali americane. Mentre scrivo queste righe, probabilmente gli US avranno già eletto un vincitore, ma al di là di chi siederà effettivamente alla Casa Bianca, c'è secondo Nas un vincitore di linguaggio ed è senza dubbio Donald Trump. Da una parte le parole forbite, i tecnicismi, il politichese, i discorsi avviluppati su se stessi, i comizi elettorali. Dall'altra, lo show. Quello di un Trump capace di trascinare, intrattenere e arrivare a tutti con parole semplici.

Ricorda un po' lo stesso divario di linguaggio che c'è tra la pubblicità e la realtà, quando usa parole come "acquista" invece di compra, parlando una lingua che esiste appunto nella pubblicità, ma non nella realtà. Trump parla una lingua incredibilmente reale e, forse proprio per questo, vende come una pubblicità fatta bene.
https://www.facebook.com/watch/?v=354168119148382
 

Acqua sui conflitti, benzina sul fuoco della bellezza.
Alla prossima!



 


Antonio Di Battista

Creative Director, Head of Storytelling at Imille


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